Personalmente, ricordo la prima volta che vidi una JV appesa in un negozio: sembrava una Fender ma aveva una storia tutta sua. In questo post racconto perché, secondo me, la Squier JV (1982) ha spiazzato tante idee preconfezionate sulle Telecaster costose, come la mia Fender Telecaster 52 Reissue. Ti porto tra storia, confronti pratici e qualche aneddoto da banco del negozio — il tutto in prima persona!

1) Origine e mito: la storia della Squier JV e Fender Japan

Quando si parla di Squier jv si entra in un pezzo di storia che, per molti, ha cambiato le regole del gioco.

L’anno chiave è il 1982. In quel periodo Fender attraversava un cambio di proprietà e la produzione USA ebbe una fase complicata. In Giappone, invece, la fabbrica Fujigen (Fujigen Gakki) lavorava con una cura quasi maniacale: tolleranze strette, finiture pulite, assemblaggi solidi. Non a caso si sente spesso dire che quella fu “la fabbrica giapponese che cambiò tutto”.

«È una delle prime JV, questa, precisamente del giugno dell’82, nata in Giappone.» — Giordano, Air Fried

Attenzione anche al nome: molti pensano che JV significhi “Japan Vintage”. In realtà nasce come Join Venture, cioè collaborazione tra Fender e produzione giapponese.

Perché alcune JV suonavano meglio delle Fender USA coeve

Le prime Squier JV (1982-1983) spesso montavano pickup ispirati ai leggendari Fullerton, con magneti e specifiche molto vicine a quelli USA. Il “segreto” era proprio questo mix: elettronica in stile Fullerton, ma su corpi in legni locali ben stagionati e manici robusti, “come una volta”. Risultato: attacco pronto, twang chiaro e una sensazione di solidità che su certe Fender USA di quegli anni non era scontata.

Materiali: frassino giapponese e manico in acero

  • Corpo: spesso frassino giapponese, con una risposta leggermente diversa dal frassino americano.
  • Manico: frequente uso di acero massello, profili pieni e stabili.
  • Identità: oggi parliamo di Fender Japan vintage anche per questo carattere unico, non solo per la “copia” del passato.

Con oltre 40 anni sulle spalle, il valore storico della serie JV Japan ha spinto le quotazioni in alto: non è solo nostalgia, è una reputazione costruita su strumenti davvero riusciti.

2) Suono a confronto: Telecaster 52 Reissue vs Squier JV (test e impressioni)

Nel video facciamo un confronto tra telecaster molto pratico: prima suoniamo la Fender Telecaster 52 Reissue, poi la Squier JV/TL65 del 1982. L’attenzione è tutta sul suono telecaster nelle tre posizioni: manico, centrale e ponte, con frasi brevi e pulite.

Ascolto guidato: pickup manico, centrale, ponte

  • Manico: sulla JV sento un timbro più dolce e “profondo”, con medi presenti. La 52 Reissue risponde più “in faccia”, con attacco più deciso.
  • Centrale: qui emergono bene equilibrio e dinamica. Nei blind test spesso molti preferiscono il twang della Squier per certi generi (country, indie), mentre la Fender tende a risultare più brillante e definita.
  • Ponte: la Reissue mi sembra più squillante e aggressiva; la JV resta più rotonda, con una grana vintage che spinge sulle medie.

«Il suono della JV è molto dolce, è profondo. La 52 invece è più squillante, più aggressiva.»

Impressioni: brillantezza vs “legno”

Una cosa interessante è che, a parole, Giordano nota: «Secondo me questa è una chitarra meno brillante la 52, però più legnosa, più mediosa.» Io la leggo così: la 52 ha più “taglio” sulle alte, ma la JV (anche per l’età, 40–45 anni) restituisce una mediosità che sembra più naturale e meno moderna.

Dettagli tecnici che cambiano il timbro

Qui entrano in gioco i pickup single coil e l’elettronica: nel video si percepisce un output leggermente più basso sulla JV (volume un filo inferiore). Anche piccole modifiche al wiring possono cambiare molto la risposta (alte, medi e roll-off del tono), insieme a sellette in ottone e al manico: JV più slim, 52 più “importante” sotto la mano.

3) Prezzi, mercato vintage e consigli d’acquisto

Prezzi chitarre: numeri reali (e un po’ dolorosi)

Quando metti a confronto una Squier JV e una Fender ’52 Reissue, la prima botta arriva dai prezzi Squier Fender. Nel video lo dico chiaro:

«La Fender, infatti, la trovate usata intorno ai €2000. La GV oggi costa circa €1500 sul mercato vintage.»

Questi sono prezzi indicativi, ma rendono bene l’idea: la ’52 Reissue usata gira spesso sui ~€2000, mentre una JV (parliamo di strumenti del 1982, quindi 40-45 anni) oggi sta intorno ai ~€1500 nel valore mercato vintage, e può salire parecchio se è “perfetta”.

Mercato vintage: prezzi su, rischi su

Negli ultimi anni il mercato vintage ha spinto i prezzi verso l’alto e ha aumentato i chitarre usate rischi. Il problema pratico con le JV è semplice: trovarne una in buone condizioni sta diventando un incubo. Molte sono rovinate, molte sono modificate, e quando ne trovi una davvero originale il prezzo schizza.

Detto questo, una Squier JV può essere un buon investimento solo se trovi un esemplare sano e coerente, senza “sorprese” nascoste.

Checklist rapida prima di comprare (JV o ’52)

  • Autenticità: seriale, decal, date su manico/corpo se disponibili.
  • Wiring: controlla cablaggio e schema; modifiche “creative” abbassano valore e affidabilità.
  • Pickup: verifica se sono originali o sostituiti (e se la sostituzione è dichiarata).
  • Parti originali: sellette, meccaniche, ponte, battipenna; chiedi sempre i pezzi rimossi.
  • Condizioni reali: crepe, tasti consumati, truss rod funzionante, elettronica silenziosa.

Io mi ripeto sempre questa frase quando sto per farmi prendere dal logo:

«Il logo sulla paletta non ha mai scritto una canzone. Sono le tue mani a farlo.»

4) Consigli pratici, preferenze personali e riflessioni finali

In un mercato dai prezzi folli, per me i consigli acquisto partono da una domanda semplice, che nel video diventa la bussola di tutto:

«La chitarra giusta è quella che ti fa venire voglia di suonarla ogni giorno.»

Se quella voglia scatta, hai già vinto la partita tra qualità vs marca. Il logo sulla paletta non ha mai scritto una canzone: la scrivono le tue mani, e contano mille volte di più del nome inciso sul legno. Per questo io scelgo lo strumento che mi mette alla prova e mi spinge a suonare, non quello che serve a impressionare gli altri.

Preferenza vintage o versatilità moderna?

Qui entra la preferenza vintage. Se cerchi timbro, storia e quel fascino “di un’altra epoca”, la Squier JV ha un richiamo speciale. E sì: la stagionatura del legno (40+ anni) può dare una dolcezza e una risposta che una chitarra nuova non sempre ha, anche a parità di specifiche. Se invece vuoi una Tele “pronta a tutto”, più brillante e affidabile in contesti diversi, la Fender ’52 Reissue è spesso la scelta più lineare: suona bene subito, regge palco e studio senza troppe domande.

Checklist pratica per ridurre errori e rimpianti

Quando provo uno strumento vintage come la Squier JV o una Fender ’52, faccio sempre tre cose: la suono a volume basso e alto, la ascolto su più canali (pulito, crunch, drive) e controllo che l’elettronica sia sana. Chiedo seriale e storia dello strumento, verifico wiring, saldature e originalità dei componenti: sono dettagli che cambiano valore e suonabilità. E se non mi sento sicuro, uso risorse formative: come la mia mappa definitiva in nove livelli per imparare a suonare la chitarra e a sviluppare l’orecchio critico, (utile per abbassare il rischio di spese sbagliate).

«Scegli lo strumento che ti sfida a diventare sempre un chitarrista migliore.»

Dopo oltre 30 anni di esperienza (e sì, con la battuta dei 100.000 iscritti in sottofondo), la mia riflessione finale è questa: cerca ispirazione suonare ogni giorno. Se succede, hai già scelto bene.

TL;DR: La Squier JV 1982 può competere col suono e la personalità di una Fender 52 Reissue: suono più ‘legnoso’ e vintage, Fender più brillante e costosa. Scegli lo strumento che ti fa suonare ogni giorno.


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