Il mondo della chitarra elettrica è diviso da un eterno dilemma: il suono è nel logo sulla paletta o nei componenti? Recentemente ho deciso di portare questa sfida all’estremo, compiendo quella che molti definirebbero una vera “pazzia” economica. Ho preso una Squier Classic Vibe 60 (prima serie cinese), pagata 350€ usata, e l’ho modificata con componenti boutique fino a raggiungere un costo totale di circa 2200€.
Poi, l’ho messa a confronto con la mia Fender Custom Shop Jeff Beck, uno strumento dal valore di 4400€. Insieme al mio liutaio di fiducia, Fabio Cotta, abbiamo eseguito un blind test senza pietà. Il risultato? È stato a dir poco imbarazzante.
La base di partenza: Perché proprio una Squier Classic Vibe?
La Squier Classic Vibe 60 della prima serie (prodotta in Cina prima del 2018) è diventata negli anni un piccolo oggetto di culto. Il motivo è semplice: i legni. Con un corpo in ontano (alder) e un manico in acero con tastiera in vero palissandro, offre una base acustica solida che non ha nulla da invidiare a strumenti di fascia superiore.
Tuttavia, per quanto buona sia la base, l’elettronica e l’hardware di serie sono il punto debole. È qui che interviene il concetto di “Guitar Modding” estremo.
La trasformazione: Componenti boutique da 2200€
Per battere una Custom Shop, non potevo limitarmi a cambiare i pickup. Ho scelto il meglio che il mercato potesse offrire:
- Pickup Lollar Special Blonde: Abbiamo scelto un set misto di Alnico 2 (manico e centro) e Alnico 5 (ponte). I Lollar sono celebri per la loro dinamica e la capacità di restituire ogni sfumatura del tocco.
- Ponte MayTrem R: Questo è il vero cuore tecnologico della modifica. Un ponte rivoluzionario che permette una stabilità di accordatura e una precisione negli intervalli che il classico tremolo Fender non può raggiungere per limiti fisici.
- Elettronica Custom: Abbiamo installato un kit pre-cablato con potenziometri selezionati, condensatori Bumblebee e una funzione blender per miscelare il pickup al manico con quello al ponte, ottenendo sonorità simili a una Telecaster.
- Hardware e Liuteria: Meccaniche autobloccanti Gotoh, capotasto in osso lavorato a mano e una rettifica dei tasti magistrale eseguita da Fabio Cotta.
Il Blind Test: Fabio Cotta vs La Realtà
La sfida non era tra me e Fabio, ma tra l’orecchio umano e il marketing. Abbiamo impostato 6 round di ascolto: dal pulito cristallino al crunch dinamico, fino al lead con sustain infinito. Fabio, che maneggia chitarre di altissimo livello ogni giorno, ha indossato le cuffie per un test alla cieca.
Risultato: 3 su 6
Fabio ha indovinato solo il 50% delle volte. In termini statistici, è puro caso. Questo significa che anche per un professionista non è stato in grado di distinguere con certezza quale fosse la chitarra da 4400€ e quale quella da 2200€.
Cosa paghiamo quando compriamo una Fender Custom Shop?
Non fraintendiamoci: la Fender Custom Shop Jeff Beck è uno strumento sublime. Quando acquisti una Custom Shop, paghi tre cose fondamentali:
Il valore nel tempo: Una Fender Custom Shop mantiene o aumenta il suo valore. Una Squier modificata, purtroppo, non recupererà mai l’investimento in caso di rivendita.Se vuoi smettere di combattere con il mix e iniziare a suonare con un suono “finito”, questo pedale potrebbe essere l’ultimo pezzo del tuo puzzle.
La selezione dei legni: Il Masterbuilder sceglie i pezzi con la stagionatura e il peso perfetto.
Il tempo e l’esperienza: Ogni dettaglio è risolto all’origine. Non devi “pensare” alla chitarra, lei risponde e basta.
llora, perché spendere 2200€ su una Squier? La risposta è nella personalizzazione. Mentre la Fender è un investimento “preconfezionato” (seppur di altissimo livello), la Squier modificata è un’arma costruita su misura per le mie esigenze specifiche.
Se cerchi un attacco vintage anni ’50 ma vuoi la stabilità di un ponte moderno e la silenziosità di un’elettronica schermata alla perfezione, spesso l’unica strada è il modding.
Conclusione: Vale la pena modificare una chitarra economica?
La lezione che portiamo a casa da questo esperimento è chiara: non farti fregare dal marketing. Se hai una chitarra con dei buoni legni e un manico che senti comodo tra le mani, con gli upgrade giusti puoi raggiungere prestazioni sonore da boutique.
Ecco i tre consigli d’oro se vuoi iniziare a migliorare il tuo strumento:
- Investi nei Pickup: Sono il “motore” del tuo suono. Marchi come Lollar, Fralin o i nostrani artigiani possono cambiare faccia alla tua chitarra.
- Cura il Capotasto e il Ponte: La stabilità dell’accordatura e la trasmissione delle vibrazioni dipendono da questi due punti di contatto. Importanti anche le meccaniche.
- Affidati a un professionista: Un setup fatto bene vale più di mille euro di componenti montati male.
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E tu, cosa ne pensi? Avresti riconosciuto la Fender Custom Shop in un blind test? Scrivimelo nei commenti!
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Buona musica!