L’ultima volta che sono entrato in sala prove ho perso più tempo a capire perché il microfono fischiava che a suonare davvero. Quaranta minuti di “Alzami! Non mi sento”, cavi XLR annodati come serpenti e quel momento imbarazzante in cui tutti guardano il fonico… che spesso è il batterista. Poi ho pensato: e se ogni musicista fosse il fonico di se stesso, senza trasformare lo studio in una giungla? Vediamo come registrare una band con il nuovo sistema XVive More You Hub e due unità Xvive More You 2x!
1) La sala prove: il vero “mostro” è il monitoraggio
Ragazzi, ricordate l’ultima volta che siete entrati in studio o in sala prove e avete passato i primi 40 minuti a regolare i volumi…? È la scena tipica: entri, accordi, e poi combatti fischi e livelli. Il problema non è registrare una band in sala prove: è il monitoraggio in cuffia della band. Ognuno sente cose diverse (e spesso male), e non da il massimo, specie in registrazione.
Una volta ho abbassato la voce in cuffia… e il cantante mi ha fulminato. Da lì ho capito: meno problemi iniziali vuol dire fare delle performance migliori. Con un sistema compatto tipo Xvive More You, nello zaino, ogni musicista diventa fonico di sé stesso.
2) Cos’è Xvive More You (spiegato come lo direi al mio bassista)
Te la faccio semplice: Xvive More You è un sistema di registrazione e monitoraggio personale che mette ordine in sala prove. Il “cuore” è lo Xvive More You hub: lì gestisco le sorgenti del trio (in totale 5) senza avere preamp sparsi ovunque. Poi attacco due estensioni Xvive More You 2x: una al cantante e una al bassista, così ognuno si fa il suo mix.
“Un cavo microfonico normalissimo trasporta tutti i segnali fino a 24 canali audio, inclusi 8 adat, l’alimentazione, il talkback.”
Sembra magia, ma hai controlli veri: gain, phantom +48V, filtro passa-alto, direct monitoring e ingresso instrument. Nel 2026 vince chi semplifica il workflow e Xvive ci è riuscita.
3) Setup in meno di 5 minuti: la checklist che mi farei sul telefono
“Vi mostro come allestiamo lo studio in meno di 5 minuti.” — Alessandro Giordani
- More You Hub vicino a computer (USB) e, se serve, alle casse: un setup da home studio pulito.
- Collego le unità More You 2X: un solo XLR collega ciascuna. Stop quindi alla giungla di cavi: posso registrare e monitorare una intera band in 5 minuti.
- Assegno i canali “in modo logico”: chitarra, voce, basso, cori, percussioni.
- Phantom +48V al condensatore del cantante e via.
- Talkback cuffie: ogni musicista preme il tasto talkback sulla sua unità e tutti si sentono.
- Ogni musicista regola il volume del suo strumento in cuffia (con il riverbero) senza modificare l’ascolto degli altri. Geniale!
4) “Ognuno si fa il mix”: fine dei litigi (e inizio della musica)
Ad ogni Xvive More You 2x io mando dall’Hub un mix generale uguale per tutti, poi ogni musicista si regola la propria sorgente: è il vero mix cuffie personale. Risultato pratico: nessuno interrompe una take buona per urlare “dammi più voce” o “alza il basso”. Meno distrazioni è sinonimo di più interpretazione: l’ho visto mille volte, quando il monitoraggio personale di una band è sotto controllo del musicista, la performance sale.
Esempio: il cantante vuole più riverbero? Ok, ma nel mio ascolto lo voglio asciutto (e intonato!)
“Niente più litigi per i volumi, niente più caos di cavi.”
5) Autogain: la mia assicurazione contro il clip (e l’ansia)
La funzione che mi ha fatto alzare il sopracciglio è l’autogain dei preamplificatori. In una registrazione di una band reale succede sempre che la strofa è ok, poi arriva il ritornello e tutti spingono di più, saturando i preamplificatori e portando i segnali in clipping (tutto da rifare!). Con l’autogain il livello resta “in sicurezza” e posso evitare il clipping digitale, quindi niente distorsioni e niente take buttate.
Io lo uso così: faccio suonare tutti sul ritornello, premo autogain e se è necessario rifinisco a orecchio. Non sostituisce il buon senso, ma nei workflow moderni riduce eventuali errori stupidi e mi fa suonare più rilassato.
6) Direct monitoring vs plugin: scegliere la latenza (o evitarla)
“Con il monitoraggio diretto senti quello che suoni nel momento esatto in cui lo suoni.” — Alessandro Giordani
Io uso il direct monitoring con zero latenza quando devo registrare: quello che ascolto nel monitoraggio in cuffia è immediato, perché il segnale non deve entrare nel computer e tornare indietro. La latenza, invece, ti sposta il timing e ti innervosisce senza accorgertene: per un tracking pulito è fondamentale.
Se invece mi serve un suono che mi ispiri, monitoro dal computer e metto un plugin con un simulatore di amplificatore per chitarra o basso ed eventuali effetti che mi servono in tempo reale.
7) Suono, preamp e la domanda scomoda: “Sì, ma come suona?”
La vera sfida è mentale: come suona un sistema così compatto rispetto a uno studio “vero”? Con Xvive More You mi sono concentrato su quello che conta: dettaglio, rumore basso e voglia di rifare un’altra take.
“I preamplificatori mi sono piaciuti, sono abbastanza potenti per qualsiasi microfono.” — Alessandro Giordani
Nel mio setup ho usato un microfono Shure sull’amplificatore per chitarra Lombardi LC8 e sulla voce ho usato un microfono AKG 414 a condensatore con alimentazione phantom +48V direttamente dall’hub: i preamplificatori audio reggono bene sia microfoni economici da sala prove sia modelli da studio.
8) Xvive More You: per chi è, cosa manca, quanto costa (senza fare i misteriosi)
Per chi è
Lo consiglio a band che vogliono concentrarsi sull’esecuzione e lasciare i problemi tecnici fuori dalla porta. È anche un sistema di monitoraggio cuffie espandibile: parti con l’hub e, se la band cresce, aggiungi unità 2X senza cambiare nulla (ideali per musicisti che cercano soluzioni modulari).
Uso “pro” e limiti
In studio posso usarlo solo per le cuffie, collegando i miei preamp preferiti. Manca però un’app: tutto si gestisce dai pulsanti. Se alimenti più unità serve un alimentatore da 65W extra.
Ma vediamo il prezzo: Xvive More You Hub €230. Xvive More You 2x prezzo: €170.
In arrivo versioni con 4 e 8 canali 4X/8X.
9) Conclusione: meno cavi, più take buone (e una domanda finale)
Torno al punto: il monitoraggio della band non è un dettaglio, è la base per una registrazione perfetta: meno cavi, (anche con un solo XLR) e funzioni utilissime in sala (autogain e talkback). Il compromesso? Niente app, ma controlli immediati, davvero “a prova di sala prove”, stile Xvive. La mia regola è semplice: se uno strumento mi fa suonare 20 minuti in più invece di perdere tempo a configurarlo, per me ha già vinto. E tu come gestisci il monitoraggio nella tua band: in-ear, cuffie, casse o.. caos?
“Quando le registrazioni partono bene, tutto il resto diventa infinitamente più facile.” — Alessandro Giordani
TL;DR: Xvive More You Hub promette un setup rapidissimo (meno di 5 minuti), un solo cavo XLR per collegare le unità supplementari Xvive More You 2x, scheda audio, preamplificatori, talkback e monitoraggio personale: meno caos, più musica. Pro: autogain e ascolto personalizzato. Contro: niente app, alimentatore extra se espandi il sistema.