Esiste un limite oltre il quale non ha più senso investire su una chitarra economica? Molti direbbero che spendere 2000€ su una Squier sia una follia pura. Ma se l’obiettivo non fosse solo “migliorare” una chitarra, bensì creare uno strumento capace di superare le prestazioni di una Fender Ultra Luxe Vintage da 3300€?

In questo articolo vi racconto la genesi di un progetto estremo realizzato insieme al liutaio Fabio Cotta. Abbiamo preso una Squier Classic Vibe ’60 (prima serie, made in China) e l’abbiamo trasformata in un mostro di dinamica e tecnologia, utilizzando il meglio della produzione boutique mondiale: meccaniche autobloccanti Gotoh,  Lollar Pickups e il rivoluzionario ponte svizzero MayTrem.

Sfidare la Fender Ultra Luxe Vintage ’60

Per capire se un investimento è “folle”, serve un termine di paragone. Il nostro obiettivo era la Fender Ultra Luxe Vintage ’60, uno strumento che rappresenta il vertice della produzione industriale Fender, appena un gradino sotto il Custom Shop. Parliamo di una chitarra da circa 3300€, dotata di pickup Noiseless, tasti in acciaio e legni selezionati.

La nostra base di partenza? Una Squier Classic Vibe ’60 pagata 350€. Un ottimo strumento per il prezzo, ma con elettronica economica, pickup industriali e un hardware che non garantisce la massima affidabilità professionale. Il piano era semplice: investire circa 1500€ in componenti di altissimo livello per dimostrare che il valore reale risiede nel “sapere” e nella qualità dei singoli pezzi, non nel logo sulla paletta.

L’Anima del Suono: Pickup Lollar Special Blonde

TIl primo passo per trasformare radicalmente il timbro della chitarra è stato l’inserimento di un set di pickup leggendario. Abbiamo scelto il kit Lollar Special Blonde, prodotto dalla ditta americana di Jason Lollar, un punto di riferimento assoluto per chi cerca dinamica e ricchezza armonica.

Caratteristiche tecniche del set Lollar Special Blonde

Questo set è una combinazione strategica pensata per la massima versatilità:

  • Manico e Centrale (Vintage Blonde): Realizzati con magneti in Alnico 2, offrono quel suono “glassy” e spanky tipico delle Stratocaster degli anni ’50. Sono pickup con un output medio-basso che privilegiano la trasparenza e la risposta al tocco.
  • Ponte (Special S): Qui la musica cambia. Lo Special S utilizza magneti in Alnico 5 e ha un avvolgimento leggermente più spinto. Questo permette di evitare il classico suono “tagliente e sottile” del pickup al ponte della Strat, regalando invece un timbro più caldo, pieno e con un attacco deciso, perfetto per i crunch e i soli.

La differenza rispetto ai pickup di serie (o ai Noiseless della Fender Ultra) è abissale: i Lollar non si limitano a trasmettere il segnale, ma reagiscono ad ogni minima sfumatura della mano destra. Come dico sempre nella mia Mappa in 9 Livelli, la dinamica è ciò che separa un principiante da un chitarrista consapevole.

Elettronica Boutique e Funzione Blender

Non basta avere dei grandi pickup se il segnale viene degradato da potenziometri di scarsa qualità. Abbiamo installato il kit elettronica pre-cablato Lollar, che include:

  • Potenziometri CTS custom con una corsa estremamente fluida.
  • Condensatore Bumblebee Carta e Olio (Paper in Oil), fondamentale per una gestione del tono che non “affoga” le alte frequenze ma le rende dolci e musicali.
  • Funzione Blender: Questa è la vera chicca. Al posto del secondo controllo di tono, abbiamo un potenziometro Blender. Quando è al massimo, la chitarra funziona come una normale Strat. Chiudendolo, possiamo miscelare il pickup al manico con quello al ponte (o tutti e tre insieme nelle posizioni intermedie), ottenendo sonorità simili a una Telecaster ma con il corpo di una Strat.

Tutto questo è stato montato su un battipenna Fender originale Mint Green, perché anche l’occhio (e le tolleranze costruttive) vuole la sua parte.

La Rivoluzione Svizzera: Il Ponte MayTrem R

Se i pickup sono l’anima, il ponte è il cuore meccanico della chitarra. Abbiamo deciso di installare il MayTrem R (Replacement), un’innovazione svizzera che definire “ponte tremolo” è riduttivo.

Perché il ponte MayTrem cambia le regole del gioco?

Il MayTrem risolve i due problemi storici del ponte tipo Fender e del Floyd Rose:

  1. Stabilità da ponte fisso: Il MayTrem è diviso in una parte fissa avvitata al corpo e una mobile. Questo significa che potete fare palm muting pesante senza che la chitarra vada fuori intonazione per la pressione della mano.
  2. Bending Polifonico: In un tremolo standard, se abbassate la leva, ogni corda scende di un intervallo diverso a causa della differente tensione. Con il MayTrem, l’accordo scende mantenendo gli intervalli perfetti. È fisica applicata alla musica: ogni corda ha un meccanismo calibrato individualmente.

Inoltre, abbiamo configurato il ponte per emulare un B-Bender. Alzando la leva, solo le corde SI, SOL e RE salgono di intonazione, permettendoci di ottenere quei tipici suoni “Pedal Steel” fondamentali nel country e nel rock melodico, senza dover scavare il corpo della chitarra per installare meccanismi ingombranti. tua chitarra in modo attivo. Vuoi un suono scuro stile jazz? Alza i bassi. Vuoi un attacco funky tagliente? Spingi il canale delle alte.

Hardware e Setup Professionale

Per completare l’opera, Fabio Cotta ha installato delle meccaniche Gotoh autobloccanti. La scelta è caduta su Gotoh per l’affidabilità leggendaria e la precisione del rapporto di trasmissione. In combinazione con un capotasto in osso artigianale, la tenuta dell’accordatura è diventata granitica, anche sotto stress estremo del MayTrem.

Il setup ha richiesto l’inserimento di spessori (shims) nel vano del manico per ottimizzare l’angolo di attacco delle corde rispetto al nuovo ponte. È un lavoro di precisione che dimostra quanto la mano del liutaio sia importante quanto i componenti stessi.

Il Verdetto: Quanto abbiamo speso e ne è valsa la pena?

Facciamo i conti finali:

Totale: circa 2180€.

Siamo a oltre 1100€ di risparmio rispetto alla Fender Ultra Luxe. Ma il risparmio non è il dato più importante. Il punto è che ora abbiamo uno strumento con:

  1. Pickup boutique superiori alla produzione industriale.
  2. Un ponte tecnologico che Fender non offre su nessun modello di serie.
  3. Un setup personalizzato sulle mie esigenze specifiche.

Questa Squier non è più una chitarra economica “migliorata”. È uno strumento professionale d’élite che sfida qualsiasi top di gamma.

E voi cosa ne pensate? Preferireste spendere 3300€ per avere il logo Fender sulla paletta o intraprendere un percorso di personalizzazione estrema come questo? Scrivetelo nei commenti!

Se volete approfondire come migliorare il vostro playing e capire meglio come l’hardware influenza il vostro suono, vi aspetto nel Club della Chitarra e vi invito a scaricare la mia Mappa in 9 Livelli.

Buona musica, Alessandro Giordani