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Ho speso oltre €10.000 in strumenti, ho studiato per mesi e a giugno ho registrato il mio primo brano. In quel momento ho capito che tutto quello che credevo funzionasse, era sbagliato. Vi racconto la mia crisi, le tre lezioni devastanti e come le ho trasformate in un percorso pratico per il 2026.

La storia dietro il cambiamento

«Questo 2025 mi ha spezzato musicalmente. Ho speso oltre €10.000 di strumenti, ho registrato un mio primo brano e a giugno, mentre registravo, ho capito una cosa dura: molte “certezze” erano sbagliate. Sono seguite settimane di crisi, ma anche una svolta. E non voglio che tu ci passi da solo: il 90% dei chitarristi autodidatti molla entro il primo anno, spesso perché non ha un percorso.

Nel 2025 siamo arrivati a oltre 80.000 iscritti: grazie davvero. Nel 2026 porterò fuori il mio album solista, un corso di chitarra in 9 livelli e nuovi workshop. Condivido queste lezioni di chitarra perché anche una singola lezione di chitarra giusta può trasformare la frustrazione in crescita, smontando miti sui multi effetto, le chitarre costose e la dura pratica sullo strumento.

Lezione 1: Il mito del multieffetto (meno è più)

Anni fa, in un negozio, ho visto un multieffetto costosissimo: pensavo fosse la soluzione per la mia chitarra elettrica. Tre mesi dopo era lì, a prendere polvere. Non era colpa della scatola: ero io.

Ho rivisto lo stesso durante le mie lezioni di chitarra: un allievo aveva 50 distorsioni e non aveva un bel suono. Gli ho detto usa solo un overdrive per qualche settimana. E il suo timbro è cambiato.

Quando hai troppi effetti, non padroneggi nessuno di loro.

Le limitazioni allenano l’orecchio e la memoria muscolare: anche spostando il potenziometro di gain di un millimetro può stravolgere il tuo suono. Se hai un multieffetto, parti da suoni semplici come overdrive o delay ed esplorali a fondo, non usare i preset.

Lezione 2: La Telecaster da €3.500 non è per te

Nel 2025 ho capito una cosa dura: ho speso oltre €10.000 in strumenti, ma i miei limiti restavano. Molti studenti sopravvalutano l’hardware: la chitarra elettrica amplifica ciò che fai, non lo crea.

Ogni volta che suonavo male pensavo: la colpa è dello strumento.

Da chitarrista autodidatta è facile usare lo strumento come scusa per i propri limiti. La verità è che puoi ottenere grandi risultati anche con strumenti economici.

A maggio ho fatto un test. Ho preso un kit Telecaster Harley Benton da 99 euro – sì, 99 euro – e l’ho suonata per 6 mesi. Ogni giorno. E sapete cosa è successo? Il mio modo di suonare è migliorato più in questi ultimi mesi che in anni di chitarre costose.

Perché? Il focus è cambiato completamente. E questa è stata la svolta.

E il fondamentale più importante? Il controllo della dinamica: imparare a suonare forte e piano solo con il tocco. Questo è il fondamentale che trasforma tutto. E una chitarra economica vi insegna questo meglio di qualsiasi strumento costoso, perché non perdona niente. Ovviamente è indispensabile farla mettere a punto da un liutaio professionista, con un buon setup.

Lezione 3: La pratica che non vedi (il cambio di mentalità)

La terza è quella che ho ignorato per anni… quando l’ho capita, tutto è veramente cambiato.

Ho capito nel modo più difficile che le limitazioni ti fanno crescere: con un solo overdrive impari ogni sfumatura, e il tuo tocco cambia tutto.

Poi ho capito che dovevo dedicare mesi allo studio della plettrata alternata, selezionando proprio quei passaggi che richiedono una tecnica impeccabile, specie nell’intro. È stata la cosa più noiosa e più rivoluzionaria del mio percorso musicale. E quando l’ho pubblicata è stata una sorta di rinascita. Una liberazione. Molti di voi probabilmente capiranno cosa intendo…

Ma perché questa tecnica trasforma tutto? Perché quando diventa automatica, naturale, precisa, tutto il resto si sblocca automaticamente. I passaggi diventano più fluidi, i lick sono più espressivi.

E voi mi chiederete: ma qual’è stato l’esercizio che ha cambiato tutto? Semplice. Prendere quei passaggi difficili. Suonarli per 15 minuti al giorno, partendo da 60 battiti al minuto. Lentamente e senza errori. Poi velocizzare di 3 o 4 battiti al minuto ogni giorno.

Sembra facile? Non lo è. Perché devi suonare PERFETTO. Niente errori. Niente scorciatoie. E dopo 6 mesi? Dopo un anno? Il risultato lo potete ascoltare nel brano che ho pubblicato. La mia versione di Cliffs of Dover. Quella è la prova che l’esercizio funziona.

Comunità, album e workshop: mettere in pratica il cambiamento nel 2026

Nel 2026 voglio portare le mie lezioni di chitarra fuori dallo schermo: il mio album solista sta prendendo forma e sto collaborando con dei musicisti straordinari e non vedo l’ora di condividere con voi qualche anticipazione. Suonare dal vivo accelera l’apprendimento: è il test reale di suono, timing e gestione degli effetti.

TL;DR: Troppo gear non aiuta, lo strumento non corregge la tecnica e la pratica intenzionale batte il collezionismo: applica limitazioni, torna ai fondamentali e segui un percorso strutturato.


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