L’ultima volta che ho trascinato una testata “seria” su per tre rampe di scale mi sono promesso che, prima o poi, avrei trovato un modo più furbo di arrivare al locale senza farmi odiare dalla schiena . Poi mi è capitata tra le mani una ROCKBOARD TRES 3.0: alluminio, leggera, e con quello slot sotto che sembra dire “dai, infilaci qualcosa”. Così ho fatto: ho montato un ROCKBOARD POWER MOD 75 e mi sono messo a capire se è una soluzione vera… o solo una trovata simpatica da cameretta.
1) La promessa: addio testate da 22 kg (o quasi)
«Ricordate l’ultima volta che avete caricato una testata Marshall da 22 kg nella vostra auto?»
Io sì: tre rampe di scale, schiena a pezzi e maniglie che tagliano le mani prima ancora di suonare. Qui la promessa di ROCKBOARD mi ha preso: un ampli da 50W dentro una pedaliera per chitarra che, nel racconto, sta sui 2 kg e finisce nella gig bag robusta. Non è minimalismo “figo”: è un setup leggero live e ordinato, una pedalboard compatta con slot modulari. In 5 minuti sei operativo!
2) Unboxing Rockboard Tres 3.0: alluminio, ordine e quella gig bag che sembra seria
Quando apro la ROCKBOARD TRES 3.0 mi aspetto una base rigida e facile da cablare: qui ci siamo.
«Una pedaliera costruita in alluminio, una sola lamina, senza saldature.»
La costruzione alluminio dà subito fiducia: è una pedalboard leggera (950 g) ma resistente alla torsione, con superficie a 10° e misure 432×234 mm, utili per capire spazio e ordine.
La pedalboard con gig bag include una borsa imbottita davvero robusta (con la zip rinforzata), tracolla, velcro pretagliato, fascette e un breve manuale: quel velcro è la “svolta” che mi evita la corsa al negozio alle 19:30. Sotto c’è anche lo slot per moduli e uno spazio per alimentatore e cavi.
3) Il cuore del trucco: sistema MOD come Lego (e la mia domanda da nerd)
Il sistema slot pedali della pedalboard serie 3 è il vero colpo: i MOD sono slot standardizzati dove avviti un modulo direttamente alla pedaliera. Sulla TRES 3.0 c’è 1 slot (i modelli grandi ne hanno 2), e l’idea mi piace perché fai crescere il setup senza ricomprare tutto: wireless, MIDI, alimentazione, slot patchbay moduli…
Il ROCKBOARD POWER MOD 75 è un mini ampli in classe D: 17×11×~5 cm, ma con ambizioni serie. Montandolo mi sono chiesto: sto costruendo un rig o un “ecosistema”?
«…come se fossero dei mattoncini Lego.»
Io domani aggiungerei una patchbay. E tu: qual è il tuo modulo preferito?
4) Montaggio: facile… finché non arrivano i controdadi (sì, ho imprecato!)
Inserire il modulo è semplice: tolgo la protezione in gomma, preforo con le viti autofilettanti, le rimuovo, infilo il modulo nello slot e riavvito. Il dettaglio “da manuale”? Prima di accendere controllo routing, switch e cab sim: se sbagli, puoi rovinare il suono o peggio il modulo al primo click.
«Se hai le dita grandi come le mie, preparati a qualche imprecazione, usa una pinzetta.»
I controdadi dietro hanno zero spazio. Se avete le mani piccole bene, altrimenti preparatevi ad imprecare in 6 lingue.
5) Mini Pedalboard: tre pedali, un’idea precisa di suono
Per questa pedaliera per chitarra ho deciso di assemblare una mini pedalboard con soli tre pedali che reputo essenziali per un mini rig chitarra. Su una pedaliera così, che spesso ospita 5-10 pedali a seconda delle dimensioni, io ho scelto un approccio minimal.
- Dual overdrive: Protein V4 (Brown Amplification)
- Delay: Walrus ARP 87
- Riverbero: Crazy Tube Circuits Mirage Junior
Con un finale pulito e reattivo, questa combo mi dà due suoni solidi e controllabili, con un feel quasi “valvolare”.
«Ho scelto questi tre pedali per un motivo ben preciso… crea un suono quasi valvolare.»
Io ero scettico: un modulo così piccolo regge una testata vera? Sì o no?
6) Connessioni e controlli: dove questo modulo diventa ‘da lavoro’
Su una pedalboard compatta guardo prima il routing: la catena pedali entra nel jack sul retro, pulito e ordinato. Davanti ho l’essenziale: volume e EQ a tre bande (alti, medi, bassi). C’è l’uscita per cassa: minimo 4 ohm, altrimenti rischi di romperlo.
La vera comodità è l’uscita XLR DI: vado dritto in mixer o in scheda audio per la registrazione in asa, senza cassa fisica.
«Il suono è analogico al 100% e questo significa zero ritardo.»
Il cab simulator si attiva via switch e lavora in parallelo: se lo lasci acceso con una cassa vera, cambia il timbro.
7) Test di potenza: 50W a 4Ω e la 4×12 Marshall che non perdona
Ho collegato la mia cassa 4×12 Marshall all’uscita speaker frontale e, insieme, l’XLR alla scheda audio: con il ROCKBOARD POWER MOD 75 (un amplificatore classe D) il setup è immediato. In 50W 4 ohm la spinta è reale; a 30W 8 ohm hai meno margine, e si sente. Volume a ore 12, EQ appena ritoccata: non è solo volume, è pressione, con le basse che “toccano il petto” (e i vicini). L’XLR è pulito per un reamp o per inserire IR digitali via software. Oltre metà volume, nel mix non sparisci: un setup live leggero e credibile.
«Non è soltanto volume, è pressione sonora vera.»
8) Il punto delicato: Cab Simulator (ottimo backup, ma non ‘sempre acceso’)
Qui il cab simulator fa una cosa che molti non si aspettano: modifica anche il suono che esce dalla cassa.
«È come mettere un paio di occhiali da sole sopra un altro paio di occhiali da sole.»
Io lo uso per registrare in casa in modo silenzioso, con uscita cuffie 3,5mm. Molto comoda anche la presa AUX in per suonare su delle basi, o live senza cassa. Peccato: niente IR di terze parti. Meglio scegliere uno scenario alla volta.
9) Versatilità e modularità: il vero motivo per cui lo terrei
Con la pedalboard Rockboard TRES mi vedo in tre scenari: registrazione casa in cuffia, studio via XLR, live su cassa o PA. L’AUX in sembra banale, ma suonare su basi senza disturbare nessuno mi fa studiare di più: in cuffia il suono è “da cassa” grazie al cab sim, e intanto l’XLR entra già in DAW pronto da mixare.
«Non stai comprando solo un ampli, ma stai costruendo un sistema che cresce con te.»
È qui che la modularità del Pedal Mod vince: oggi mono, domani stereo con un secondo modulo, poi wireless. Ma vediamo i costi: circa 150€ per il Power Mod 75 + 100€ per la pedaliera Rockboard Tres 3.0.
10) Pro, contro e a chi la consiglierei (senza fare il venditore)
Nella mia recensione della pedaliera Rockboard Tres 3.0 i pro sono chiari: portabilità estrema, suono definito e reattivo, versatilità totale casa/live e segnale analogico puro.
Con il ROCKBOARD POWER MOD 75 hai una pedaliera per chitarra davvero modulare, leggera e robusta che resta valida nel tempo. I contro: l’alimentatore esterno è un po’ ingombrante, i controdadi posteriori scomodi da fissare e il cab sim non è personalizzabile, con un cambio di volume/timbro se usata in combinazione con una cassa fisica. Nota: a 8Ω scendi a 30W; se serve più spinta, prendi il POWER MOD 150 al costo di circa 200€. La consiglierei a chi ha già pedali e vuole un risultato professionale senza spendere migliaia di euro, non a chi cerca un IR o un “valvolare” puro.
«La prossima volta che devi caricare l’auto per un concerto… vuoi davvero trascinare 22 kg di amplificatore?»
TL;DR: ROCKBOARD TRES 3.0 + ROCKBOARD POWER MOD 75 è un mini rig sorprendentemente credibile: 50W a 4Ω, XLR DI, cuffie e modularità. Occhio al Cab Simulator (influenza anche la cassa) e ai controdadi scomodi da fissare!