Piccolo aneddoto: ero appena sopravvissuto al labirinto di chitarre della fiera di Bologna, con le mani ancora stanche dopo aver imbracciato decine di strumenti, quando uno stand minuscolo ma curatissimo ha attirato la mia attenzione. Non avevo idea che stessi per imbattermi in una chitarra che cambia la prospettiva su tutto ciò che credevo di sapere…

Naide Guitars: Dal Pregiudizio alla Sorpresa

Quando sono arrivato alla Guitar Show di Bologna ero già preparato al classico “labirinto” di stand: decine di marchi, centinaia di strumenti, e quella sensazione di déjà-vu che ormai accompagna ogni evento di settore. Il mercato delle chitarre, si sa, soffre di saturazione. Troppi costruttori sembrano accontentarsi di ripetere formule già viste, cambiando solo qualche dettaglio qua e là. La mia frustrazione cresceva a ogni passo, e la fame iniziava a farsi sentire.

Poi, tra una parete e l’altra, noto uno stand con una scritta che non avevo mai visto: Naide Guitars. La mia prima reazione? “Ecco l’ennesima copia, un altro marchio emergente che cerca di spacciarsi per speciale.” Ammetto che il pregiudizio è scattato subito. È facile pensare che se un brand fosse davvero valido, lo avremmo già sentito nominare.

Stavo quasi per tirare dritto, quando Luca Filippini – collaboratore Naide – mi ferma con un sorriso e mi invita a provare una delle loro chitarre artigianali italiane, la Novalis. La sua tranquillità mi ha spiazzato: sembrava davvero convinto che gli strumenti parlassero da soli. E la curiosità, alla fine, ha vinto sulla diffidenza.

Solo dopo ho scoperto che Naide Guitars nasce in provincia di Brescia, grazie al giovane liutaio Sefedin Rasiti, con un approccio di luteria italiana autentica e finiture fatte a mano, lontano dalla produzione di massa.

Questa esperienza mi ha ricordato che a volte alle fiere sono proprio le gemme nascoste a cambiare la prospettiva.

“Pensavo di aver già visto tutto, invece no.”

E voi? Avete mai scoperto un marchio sconosciuto che vi ha sorpreso? Raccontatemi la vostra esperienza nei commenti!

Materiali, Ergonomia e Dettagli da Boutique: Cosa Distingue la Novalis

Appena ho imbracciato la chitarra Novalis la prima cosa che mi ha colpito è stato il bilanciamento. Non pendeva mai, né verso il corpo né verso il manico, come spesso succede con strumenti più pesanti o mal distribuiti. Il body in tiglio abbinato al top in radica di pioppo tinto viola non è solo una scelta estetica: qui si parla di legni pregiati e di un design studiato per ottimizzare il peso, che si aggira sui 3,5 kg. Davvero perfetto per chi suona a lungo e vuole evitare quella fatica che arriva dopo mezz’ora di live.

Un dettaglio che fa la differenza? Il corpo si assottiglia verso le corna, migliorando l’accesso ai tasti acuti e alleggerendo ulteriormente lo strumento. Sotto al top, le camere tonali aiutano a mantenere la solidità senza appesantire. È una scelta importante, dove ogni dettaglio conta. E qui la costruzione artigianale si sente tutta: materiali selezionati e attenzione maniacale ai particolari.

Il manico laminato in acero, iroko e mogano, con profilo a V costante, è una delle cose più particolari che mi ha colpito. Non il solito profilo C o D delle chitarre di massa, ma qualcosa che si adatta in modo naturale alla mano. La scorrevolezza è incredibile, e la tastiera in palissandro indiano con radius compound 10-15″ e tasti jumbo in acciaio inox rende possibile un’action bassissima su tutta la lunghezza.

La componentistica non è da meno: meccaniche Gotoh autobloccanti, ponte Gotoh, capotasto in osso. E la configurazione dei pickup? Seymour Duncan Invader al ponte (splittabile dal tono) e Seymour Duncan 59 al manico. Tutto pensato per garantire caratteristiche e performance chitarre di alto livello.

“Quando l’ergonomia è perfetta te ne accorgi solo dopo mezz’ora, senza fatica.”

In definitiva, la Novalis è la dimostrazione che i piccoli dettagli fanno davvero la differenza.

Il Suono che Non ti Aspetti: Sustain, Dinamica e Personalità

Quando ho preso in mano la Novalis di Naide Guitars non mi aspettavo nulla di particolare. E invece, il primo accordo mi ha letteralmente spiazzato. Il sustain della chitarra elettrica era qualcosa di incredibile: le note sembravano non voler finire mai, anche in mezzo al caos della fiera. Non era solo questione di durata, ma di chiarezza e di una ricchezza armonica che raramente ho sentito su strumenti di questo prezzo.

Questa presenza naturale, tipica della luteria italiana di qualità, si percepiva anche a distanza. Ogni nota emergeva nitida, senza dover forzare il tocco. E non parliamo solo di suoni puliti: la dinamica della Novalis mi ha colpito. Suonando piano, il suono era cristallino; aumentando l’intensità, diventava saturo e compresso, ma sempre musicale. La risposta al tocco è immediata, segno di una performance studiata nei minimi dettagli.

Un ruolo chiave lo giocano i componenti elettronici con il selettore a tre posizioni e lo split coil. Questo significa versatilità massima per ogni genere. Il ponte Gotoh e il capotasto in osso aiutano a mantenere l’accordatura stabile, mentre le meccaniche autobloccanti sono una chicca da non sottovalutare.

Ma la vera sorpresa? Il prezzo della chitarra Naide. La Novalis parte da 1700 € (fino a 2000 € per la versione top), una cifra che, considerando la lavorazione CNC e la finitura a mano made in Italy, risulta concorrenziale rispetto a molti big brand. Come ho detto a caldo:

“Le note sembravano non voler finire mai, ma la sorpresa più grande è stato il prezzo.”

Glistrumenti artigianali possono davvero sorprendere, anche per il rapporto qualità/prezzo.

Oltre la Marca: l’Insegnamento

Alla fine della fiera, quello che mi porto davvero a casa è una lezione che va oltre la marca, oltre il logo, oltre la moda del momento. La luteria italiana, quella vera, fatta di mani, cuore e scelte consapevoli, si riconosce solo se ci si lascia guidare dalle sensazioni. Non basta osservare un marchio per capire cosa si ha tra le mani: bisogna toccare, ascoltare, lasciarsi sorprendere.

Dietro ogni chitarra artigianale italiana come la Novalis c’è una storia di materiali selezionati con cura, di dettagli pensati per il musicista, di produzione made in Italy che nasce dal dialogo con fornitori locali e falegnamerie del territorio. Dal 2024, Naide Guitars ha scelto di collaborare esclusivamente con realtà italiane, puntando su una filiera corta e su una qualità che si sente sotto le dita e nelle orecchie. È la dimostrazione concreta di cosa significhi artigianato made in italy nel senso più autentico.

Riflettendo su questa esperienza, mi viene quasi da sorridere: se non avessi avuto fame e non mi fossi fermato per caso davanti a quello stand, forse non avrei mai scoperto la Novalis. Eppure, proprio questo è il bello delle fiere: sono un labirinto di tesori nascosti, dove la passione dell’artigiano può ancora sorprendere chi ha voglia di andare oltre la superficie.

‘L’artigianato lo scopri al tatto e all’ascolto, non guardando distrattamente un logo.’

In definitiva, la vera ricchezza della luteria italiana sta nell’autenticità e nella passione. Strumenti come quelli di Naide Guitars vanno provati senza filtri, lasciando che siano le emozioni – e non il marketing – a guidare la scelta.

TL;DR: Se vi capita una chitarra artigianale che vi incuriosisce, lasciate perdere i pregiudizi: dentro ogni strumento può nascondersi una sorpresa che merita di essere ascoltata e vissuta a fondo, come la Novalis di Naide Guitars.


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