Ho iniziato a suonare la chitarra con la classica del nonno nascosta nell’armadio: action da tortura medievale, calli sulle dita e tanta, tantissima tenacia. Se ti riconosci almeno un po’ in questa descrizione – o se vuoi evitare i miei stessi errori – siediti comodo: ecco tutto quello che mi sarebbe piaciuto sapere all’inizio, senza ipocrisie e con una piccola dose di ironia. Perché anche le mani doloranti fanno parte del gioco!

1. Scegliere la chitarra giusta (e perché la Yamaha C40 è la ‘vecchia panda’ dei principianti)

Quando ho iniziato a suonare, la scelta della chitarra giusta è stata la mia prima vera sfida. Ricordo ancora la mia prima chitarra classica: economica, sì, ma con un’action così alta che sembrava fatta per allenare i polpastrelli più che per suonare. Il dolore alle dita era assicurato e, credetemi, la motivazione rischia di sparire in fretta se lo strumento non è comodo. Ecco perché la scelta della chitarra per principianti non va mai sottovalutata.

Prima domanda: classica, acustica o elettrica? Non lasciarti guidare solo dal prezzo più basso o dall’offerta del momento. Pensa allo stile musicale che vuoi esplorare. La chitarra classica, con corde in nylon, è spesso la più consigliata per il primo acquisto: è più morbida sulle dita e perdona qualche errore tecnico. Se invece sogni il rock, l’elettrica è la scelta naturale, ma ricorda: serve anche un amplificatore, anche piccolo.

“Se volete suonare l’elettrica ovviamente dovete considerare anche l’acquisto di un amplificatore, che però di questi tempi potete trovare a delle cifre abbordabili.”

Tra le opzioni economiche, la Yamaha C40 è la “vecchia panda” dei chitarristi alle prime armi: affidabile, robusta, e con un prezzo intorno ai 140 euro. Le guide online la consigliano spesso proprio per il suo rapporto qualità-prezzo. Non serve comprare subito strumenti costosi, ma la comodità è fondamentale. Se vuoi davvero imparare e non odiare la chitarra dopo una settimana, scegli uno strumento che si adatti a te e non ti massacri le mani.

 

2. Pratica costante della chitarra: meglio dieci minuti veri che otto ore (con la testa tra le nuvole)

Quando ho iniziato a suonare la chitarra, mi chiedevo spesso: quanto dovrei esercitarmi ogni giorno? Otto ore? Un’ora? Dieci minuti? Ho provato tutte le combinazioni, anche le famose “maratone” da otto ore quando preparavo l’esame al Conservatorio. Ma la verità, almeno per me e per la maggior parte dei chitarristi principianti, è che la pratica costante chitarra batte la quantità ogni volta.

Non è solo una mia opinione: studi scientifici dimostrano che dopo dieci minuti di attenzione la concentrazione cala drasticamente. Quindi, se ti ritrovi a pensare a cosa cucinare mentre suoni il tuo solo preferito, sappi che è normale! È molto più efficace fare sessioni brevi durante la giornata, anche solo dieci minuti, piuttosto che una lunga e dispersiva.

Un trucco che mi ha aiutato tantissimo? Tenere la chitarra a vista. Sembra banale, ma vedere lo strumento ogni volta che passo davanti mi ricorda di prenderlo in mano, anche solo per pochi minuti. Questo aiuta a evitare uno degli errori comuni principianti: lasciare la chitarra nella custodia e dimenticarsene.

Un altro consiglio pratico: monitorare i progressi sulla chitarra con un diario degli esercizi. Scrivere cosa hai studiato e come ti sei sentito ti aiuta a restare motivato e a vedere i piccoli miglioramenti giorno dopo giorno. Ricorda, il mio motto è: lenti ma costanti.

Infine, non sottovalutare l’importanza della ritmica nella chitarra: l’85% del lavoro di un chitarrista è proprio qui. La crescita vera arriva dalla disciplina quotidiana, non dalle sessioni una tantum.

“Suonare 8 ore al giorno non è sicuramente quello che ti darà i risultati più immediati.”

 

3. Autodidatta o insegnante? Perché la combinazione (con buon senso) è la chiave

Quando ho iniziato a suonare la chitarra, l’unica vera scuola era l’orecchio e qualche rivista specializzata. Oggi, invece, la domanda “autodidatta o insegnante?” si fa ancora più interessante: grazie a internet, puoi trovare tutorial di chitarra su YouTube affidabili per ogni stile e livello. Sembra la soluzione perfetta, vero? In parte sì, ma c’è il rovescio della medaglia.

I tutorial online hanno rivoluzionato l’apprendimento: puoi studiare da casa, scegliere le tecniche di chitarra per principianti che ti incuriosiscono di più e procedere al tuo ritmo. Ma attenzione: molte tablature e video in rete sono pieni di errori, diteggiature sbagliate e spiegazioni poco chiare. Fidati, imparare una posizione sbagliata può diventare una brutta abitudine difficile da correggere.

E qui entra in gioco il valore delle lezioni di chitarra professionali. Un buon insegnante vede subito dove sbagli, ti corregge in tempo reale e adatta il percorso alle tue esigenze.

“Un bravo insegnante può correggere subito le tue cattive abitudini, rispondere alle tue domande in tempo reale e darti un programma valido.”

Pensare alle lezioni come un investimento, almeno per qualche mese, può farti risparmiare anni di tentativi a vuoto. Io stesso ho imparato a mie spese che qualche mese di lezioni private può accelerare enormemente i progressi.

La soluzione migliore? Un mix intelligente: scegli video tutorial affidabili, integra app utili e, se possibile, affianca qualche lezione individuale. La ricerca mostra che questa combinazione velocizza l’apprendimento e riduce gli errori tecnici. E se vuoi fare il salto di qualità, le lezioni one-to-one sono disponibili anche online… se vuoi fare lezioni con me, clicca qui per entrare in lista d’attesa!

 

4. Darsi obiettivi (veri) e improvvisare: la ricetta per crescere senza annoiarsi (e senza sentirsi dei falliti)

Se c’è una cosa che ho imparato sulla mia pelle, è che senza obiettivi di apprendimento realistici si rischia di perdersi. Non serve a nulla paragonarsi agli altri chitarristi: ognuno ha il suo percorso, le sue tappe, i suoi inciampi. Quello che conta davvero è darsi uno scopo chiaro. Può essere semplice, come imparare il giro di Do o più ambizioso, come improvvisare un solo nello stile di David Gilmour. Ma serve una direzione.

La vera svolta arriva quando ti dai delle scadenze. Ad esempio, imparare una canzone nuova entro una settimana. Sembra poco? In realtà, è proprio la concretezza di questi piccoli traguardi a darti la motivazione per suonare ogni giorno. E non sottovalutare il potere di memorizzare almeno qualche brano: così eviti il classico blocco quando ti chiedono di suonare e sei costretto a rispondere “non ho lo spartito” e alleni la mente musicale.

L’improvvisazione, poi, è la chiave per uscire dagli schemi. Gli esercizi di improvvisazione sulla chitarra ti aiutano a trovare la tua voce, a non dipendere sempre dalle note scritte. E qui entra in gioco la crescita musicale nelle jam session: suonare con altri, anche solo virtualmente, accelera davvero i progressi. Ti confronti, ascolti stili diversi, impari senza nemmeno accorgertene. Non tutti amano esibirsi davanti a un pubblico, ma il confronto con altri musicisti è un ingrediente fondamentale per non arrendersi alla frustrazione.

Non ha senso studiare 10 argomenti diversi parallelamente, focalizzatevi invece su quelle 2, 3, 4 aree che volete migliorare.

Monitorare i progressi sullachitarra, fissare tappe e lasciarsi spazio per improvvisare: questa è la ricetta che mi ha sempre salvato dallo smettere di suonare. Non la perfezione, ma la costanza e il divertimento.

 

5. Ricerca del suono personale e contaminazione: quando la chitarra diventa la tua voce

Quando ho iniziato a suonare, pensavo che bastasse imparare qualche scala pentatonica e qualche riff famoso per essere “a posto”. Ma la verità è che la ricerca del suono personale sulla chitarra è un viaggio molto più ricco e, spesso, sorprendente. Studiare generi musicali diversi – dal blues al jazz, passando per il rock e la classica – mi ha portato fuori dalla mia comfort zone e mi ha fatto scoprire tecniche e approcci che non avrei mai immaginato. Ogni genere infatti ha qualcosa di unico da offrire e favorisce prima di tutto un’apertura mentale.

Non è necessario diventare un musicista a 360°, ma anche se il tuo obiettivo è solo migliorare nell’espressione e nel fraseggio sulla chitarra, contaminare il tuo stile con elementi nuovi ti renderà un chitarrista più completo. Mescolare generi, tecniche e sperimentare suoni ed effetti rafforza davvero l’identità musicale. Personalmente, ho trovato fondamentale dedicare tempo all’improvvisazione e alla sperimentazione sonora: magari iniziando con un semplice overdrive, imparando a gestirne ogni parametro, e poi aggiungendo via via altri effetti.

Infine un trucco che consiglio sempre è registrarsi spesso. All’inizio sembra banale, ma riascoltarsi permette di cogliere sfumature che durante l’esecuzione sfuggono. È un feedback insostituibile per capire come evolve il proprio timbro e affinare l’espressione. Ricorda: imitare i grandi è utile, ma il vero segreto è contaminare lo stile con scelte personali. Solo così la chitarra diventa davvero la tua voce.

TL;DR: Non esistono scorciatoie magiche per imparare a suonare la chitarra: scegli lo strumento adatto, dedica tempo di qualità ogni giorno, accetta i tuoi progressi (e gli inevitabili errori). Divertiti, magari sbagliando: è così che nasce un vero chitarrista!


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